Scuotere violentemente un neonato per cercare di calmare il suo pianto inconsolabile può causare una forma di trauma cerebrale che in 1 caso su 4 porta al coma o alla morte: è la Sindrome del Bambino Scosso (Shaken Baby Syndrome), oggi in Italia ancora troppo poco conosciuta.
Il 5, 6 e 7 aprile, tornano le Giornate nazionali di prevenzione che portano, in 70 città di 18 regioni italiane, gli infopoint della campagna di Terre des Hommes NONSCUOTERLO! per spiegare cos’è la Shaken Baby Syndrome e come prevenirla.
L’iniziativa è organizzata dalla Fondazione Terre des Hommes e SIMEUP (Società italiana di medicina di emergenza e pediatria), con ANPAS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze), FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), nonché con la Rete Ospedaliera per la Prevenzione del Maltrattamento Infantile.
I più colpiti da questa forma di trauma cerebrale sono i bambini tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, periodo di massima intensità del pianto del lattante, che può assumere caratteristiche tali da portare il genitore o chi si prende cura del bambino a reagire in maniera incontrollata e violenta, scuotendo il lattante.
In 1 caso su 4 questo gesto può causare il coma o la morte del neonato, ma molti altri sono gli effetti devastanti che pochi secondi di scuotimento possono provocare, compromettendo per sempre il futuro e la crescita del bambino: danni cerebrali, problemi alla vista o all’udito, disturbi comportamentali o di coordinazione motoria.
È quanto emerge dalla “Prima indagine sui casi di bambini e bambine vittime di Shaken Baby Syndrome in Italia”, realizzata da Terre des Hommes con la Rete Ospedaliera contro il Maltrattamento Infantile nel 2023.
L’elenco aggiornato degli Infopoint e di tutte le città coinvolte è su nonscuoterlo.it
Fonte: Volontariatolazio.it
Photo: lnx.asl2abruzzo.it