In occasione del XIX Congresso della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) è emerso un dato molto preoccupante, nel 2050, le infezioni batteriche causeranno circa 10 milioni di morti all’anno, superando ampiamente i decessi per tumore (8,2 milioni), diabete (1,5 milioni) o incidenti stradali (1,2 milioni). Per fare prevenzione si deve partire dalle più elementari buone pratiche assistenziali, come il lavaggio delle mani, visto che le infezioni correlate alla assistenza sono il prototipo delle malattie da contatto, più antibiotici si usano, più i batteri acquisiscono resistenza, per questo bisogna usarli quando realmente c’è bisogno, ossia quando un’infezione batterica è accertata o clinicamente sospetta, e non come pratica di medicina difensiva; gli antibiotici, per anni, sono stati impiegati con grande frequenza, ma bisogna tenere a mente che ogni antibiotico non interferisce solo con un agente patogeno, ma con tutto l’organismo del paziente. Serve una forte responsabilizzazione dei prescrittori e una deresponsabilizzazione dei pazienti da abitudini come l’auto – somministrazione dei farmaci, ll loro contrasto è dunque una partita di cultura medica, di qualità scientifica ma anche di coscienza civile. È una responsabilità di tutti che coinvolge anche i pazienti e necessita di un avallo politico.
Photo: Pxhere